Dio e la pace del cuore: dialogo tra fede e inquietudine contemporanea

Si è tenuto ieri sera, presso la Sala della Mostra della Chiesa Gesù e Maria delle Trombe, un nuovo appuntamento del ciclo mensile “Caro Gesù Bambino. Dialoghi su fede, vita, società”. L’incontro ha inaugurato il calendario del mese di gennaio 2026, rappresentando il primo appuntamento dell’anno all’interno del percorso di riflessione proposto alla comunità. Al centro della serata il tema “Dio e la pace del cuore”, una riflessione di grande attualità sul rapporto tra spiritualità, interiorità e vita quotidiana, in un contesto storico segnato da inquietudini personali e tensioni sociali. L’incontro, aperto a credenti e non credenti, si è configurato come uno spazio di ascolto e confronto per chiunque sia in ricerca di senso e di serenità interiore. A guidare il dialogo è stato don Gianni Russo, direttore dell’ITST – Istituto Teologico San Tommaso, che ha accompagnato i presenti in un percorso di meditazione capace di intrecciare l’esperienza della fede cristiana con le domande universali dell’uomo contemporaneo: dove trovare la pace del cuore, quale ruolo ha Dio nella costruzione di un equilibrio interiore autentico e come la fede possa incidere concretamente nella vita personale e nella società. Il confronto è stato arricchito anche dagli interventi dei presenti, che hanno condiviso riflessioni, domande ed esperienze personali, contribuendo a rendere il dialogo vivo e partecipato, in un clima di ascolto reciproco e rispetto. Nel corso della riflessione è emerso come la fede cristiana indichi nell’incontro con Cristo la via verso una pace che non dipende dalle circostanze esterne, ma che dimora nel cuore dell’uomo. L’inquietudine spirituale è stata presentata come una spinta positiva alla ricerca di verità, felicità e senso profondo della vita, oltre le sicurezze materiali e il successo personale. La fede è stata descritta come un cammino che attraversa anche la fatica e la lotta interiore, ma che trova forza nell’affidamento alla grazia di Dio. In questo contesto è stato richiamato il valore dell’abbandono fiducioso, evocato anche nella Preghiera dell’abbandono di Charles de Foucauld, come atteggiamento spirituale capace di liberare il cuore dall’ansia e di consegnare la propria vita con fiducia totale nelle mani di Dio. La serata si è conclusa in un clima di raccoglimento e comunione, con la preghiera condivisa del Salmo 23, affidando al Signore, buon Pastore, il cammino personale e comunitario di ciascuno. Un gesto semplice ma intenso che ha suggellato l’incontro nel segno della pace, della speranza e della fiducia.

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